0 risultati
video suggerito
video suggerito
11 Giugno 2026
15:00

Israele usa armi al fosforo bianco in Libano su aree abitate secondo il NYT: quali sono gli effetti

Nel corso della nuova guerra in Libano, gli israeliani sono stati nuovamente accusati dalle organizzazioni umanitarie come HRW di aver fatto un utilizzo improprio di armi caricate al fosforo bianco, pratica quest'ultima più volte condannata a livello internazionale. Lo dimostrano anche filmati raccolti e verificati dal New York Times.

Ti piace questo contenuto?
Israele usa armi al fosforo bianco in Libano su aree abitate secondo il NYT: quali sono gli effetti
Immagine

Israele è stato nuovamente accusato di aver utilizzato armi al fosforo bianco, sostanza incendiaria estremamente dannosa, su aree densamente abitate del Libano durante il suo conflitto contro Hezbollah. L'utilizzo, denunciato da esperti e organizzazioni umanitarie come Human Rights Watch, è stato documentato anche dal New York Times, che ha raccolto e verificato prove video in cui le caratteristiche scie di fumo di questo tipo di munizione sono state osservate più di recente il 30 maggio a Nabatieh, una città di circa 40.000 abitanti, mentre le forze israeliane conquistavano il Castello di Beaufort.

Il fosforo bianco è un componente chimico caratterizzato dal fatto di bruciare molto violentemente nel caso di esposizione all'aria e ad altri elementi esterni. A causa delle sue caratteristiche pirotecniche esso ha trovato una vasta gamma di impiego in ambito militare, ma i gravi effetti collaterali che esso può provocare, dalle ferite dolorosissime che non si rimarginano, alla morte, hanno portato anche a disciplinarne l'utilizzo a livello internazionale. In questa cornice, le ripetute accuse mosse allo Stato d'Israele di aver utilizzato munizionamento al fosforo bianco in Libano (e non solo) vanno trattate con la massima serietà.

Immagine
Fosforo bianco fotografato allo stadio non lavorato. Credit: BXXXD

Le ultime accuse di Israele sull’uso di munizioni al fosforo bianco in Libano

Già il 9 marzo 2026 a pochi giorni dall'inizio della Guerra d'Iran e dalla riapertura del fronte del Libano, precedentemente congelato seppure in maniera assai precaria dopo i combattimenti del 2023-2024, Human Rights Watch ha accusato le Forze di Difesa Israeliane (IDF) di aver utilizzato munizionamento caricato al fosforo bianco contro aree popolate del Libano meridionale.

In particolare l'organizzazione non governativa, la quale si occupa della difesa dei diritti umani a livello globale, ha pubblicato le foto relative ad almeno due attacchi portati a termine dall'artiglieria israeliana nell'area del villaggio di Yohmor. Apparentemente gli obiettivi erano edifici situati in aree residenziali.

Anche lo scorso 30 maggio, come documentato e verificato dal New York Times, a Nabatieh, durante la conquista da parte delle forze israeliane del Castello di Beaufort, è stato impiegato in un'area popolata da circa 40.000 persone.

Queste rappresentano solamente le ultime di una lunga serie di accuse mosse nel tempo nei confronti dello Stato d'Israele, il quale avrebbe utilizzato munizionamento al fosforo bianco anche nei passati conflitti svoltisi in terra libanese, ma anche durante la serie di guerre combattute attorno a Gaza. Trattandosi di aree geograficamente ben delimitate e caratterizzate da una notevole densità di popolazione civile, l'utilizzo disinvolto di tali armi in questi contesti può essere considerato alla stregua di un crimine di guerra.

Immagine
Fotogramma mostrante l’utilizzo da parte israeliana di granate al fosforo bianco nel contento di una delle tante Guerre di Gaza. Credit: Al Jazeera

Perché queste armi sono vietate in zone abitate: gli effetti

A partire dalla Prima Guerra Mondiale sino ad oggi, il fosforo bianco ha avuto una pluralità di impieghi in ambito bellico, dai proietti traccianti fino alle granate fumogene, passando per i proiettili illuminanti e senza dimenticare i veri e propri ordigni incendiari. Proprio l'utilizzo fattone come arma incendiaria nel corso dei conflitti della Guerra Fredda, in particolare la Guerra del Vietnam, ha spianato la strada per la sua inclusione nell'insieme delle armi chimiche ma non tutti i paesi della comunità internazionale hanno recepito questa classificazione.

Si tratta di una sostanza estremamente tossica per gli esseri umani e che a temperatura ambiente può reagire con l'ossigeno in modo estremamente violento, incendiandosi. Vi è ampia evidenza fotografica delle devastanti ferite che il fosforo bianco può provocare una volta venuto in contatto con la pelle e i tessuti subcutanei delle persone, tuttavia sino ad oggi non è stato possibile imbastire alcun tipo di iniziativa internazionale efficace volta a ottenerne la sua proibizione su scala planetaria, pur rimarcandone il divieto di utilizzo in aree caratterizzate da una massiccia presenza di popolazione civile.

Immagine
Aereo A–1 Skyrider americano fotografato dopo aver sganciato bombe incendiarie al fosforo bianco sulle posizioni dei Vietcong nel corso della Guerra del Vietnam. Credit: National Museum of the U.S. Air Force

Oltre allo Stato d'Israele, anche altri paesi sono stati accusati di aver utilizzato e di utilizzare tutt'ora in modo improprio il fosforo bianco, con frequenza occasionale o sistematica, in una miriade di conflitti (non ultimo la Guerra Russo-Ucraina.

Sfondo autopromo
Cosa stai cercando?
api url views