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2 Giugno 2026
6:00

Perché la Festa della Repubblica italiana cade il 2 giugno 2026: è per lo storico referendum del 1946

Tutti gli Stati moderni professano una religione civile, che prevede riti e cerimonie. In Italia una delle celebrazioni più importanti ha luogo oggi, martedì 2 giugno 2026, anniversario del referendum istituzionale del 1946. La festa ricorda infatti la nascita della nostra Repubblica.

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Perché la Festa della Repubblica italiana cade il 2 giugno 2026: è per lo storico referendum del 1946
Festa della Repubblica copertina

La Festa della Repubblica italiana si celebra per ricordare lo storico referendum istituzionale del 2 e 3 giugno 1946, volto a decidere se l'Italia sarebbe rimasta una monarchia o sarebbe diventata una Repubblica dopo la fine della Seconda guerra mondiale e del regime fascista. È la principale celebrazione civile del nostro Paese insieme a quella del 25 aprile, alla quale è collegata perché, senza la liberazione dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista, la Repubblica democratica non avrebbe potuto esistere.

Quest'anno si festeggia di martedì. Organizzata sin dal 1947, la Festa della Repubblica fu istituita ufficialmente come festività nazionale il 27 maggio del 1949, con Legge n.260, e trasformata in una festa mobile negli anni ’70: si celebrava la prima domenica di giugno e, per ragioni economiche, il 2 giugno cessò di essere un giorno festivo. La festività è stata ripristinata nel 2001 per volere del presidente Carlo Azeglio Ciampi. La celebrazione prevede vari riti, il più importante dei quali è la parata militare che ha luogo a Roma in via dei Fori imperiali e che si tiene dal 1948.

Cos’è la festa della Repubblica del 2 giugno 2026

La Festa della Repubblica italiana si celebra ogni anno il 2 giugno per ricordare il referendum istituzionale del 2 e 3 giugno 1946, attraverso il quale, come sappiamo, i cittadini italiani scelsero di abolire la monarchia e instaurare la Repubblica. La festa del 2 giugno celebra perciò la fondazione stessa dello Stato nel quale viviamo ed ha un valore simile a quello che ha il 4 luglio per gli americani (anniversario della Dichiarazione di indipendenza nel 1776) o il 14 luglio per i francesi (anniversario della presa della Bastiglia durante la Rivoluzione nel 1789).

La festa del 2 giugno è intrinsecamente collegata all’altra grande festa civile italiana, quella del 25 aprile, che celebra la liberazione dal fascismo e dall’occupazione nazista. Infatti, fu proprio la liberazione che permise di indire il referendum istituzionale e di instaurare la Repubblica; senza la liberazione, in Italia non ci sarebbe stata una Repubblica democratica, ma una dittatura autoritaria di stampo fascista e i cittadini non godrebbero delle libertà e dei diritti garantiti dalla Costituzione.

Foto simbolo della nascita della Repubblica
Foto simbolo della nascita della Repubblica

La festa del 2 giugno è uno dei riti più importanti della religione civile italiana: come tutti gli Stati moderni, anche la nostra Repubblica ha bisogno di simboli e celebrazioni che consolidino il senso di appartenenza dei cittadini e celebrino le istituzioni.

La storia della celebrazione del referendum del 1946

Una festa per celebrare l’instaurazione della Repubblica italiana fu organizzata già nel 1946, pochi giorni dopo il referendum: poiché i risultati furono proclamati dalla Corte di Cassazione il 10 giugno, il governo dichiarò festivo l’11 giugno, nonostante la Repubblica non fosse stata ancora instaurata ufficialmente e il sovrano Umberto II, teoricamente, fosse ancora capo dello Stato.

La festa del 2 giugno fu celebrata per la prima volta nel 1947, primo anniversario del referendum, in un momento nel quale l’Assemblea costituente non aveva ancora terminato i lavori e la Costituzione della Repubblica non era stata scritta. Principale protagonista della celebrazione del 1947 fu il Capo provvisorio dello stato, Enrico De Nicola (non aveva ancora la qualifica di Presidente della repubblica, non essendo in vigore la Costituzione).

Celebrazione del 2 giugno 1947 (Wikimedia Commons)
Celebrazione del 2 giugno 1947 (Wikimedia Commons)

Nel 1949 la festa fu istituita ufficialmente e il 2 giugno divenne un “giorno rosso” sul calendario, con scuole e uffici chiusi. Rimase tale fino al 1977, quando, a causa delle ristrettezze economiche (era il periodo degli shock petroliferi e dell’austerity) il governo stabilì di trasformare la celebrazione in una festa mobile: si celebrava la prima domenica di giugno (non più il giorno 2), in maniera da non perdere un giorno di lavoro. La festività del 2 giugno è stata ripristinata nel 2001per impulso del presidente Carlo Azeglio Ciampi, particolarmente attento alla valorizzazione dei simboli nazionali. Da allora la festa si è sempre celebrata.

I riti della giornata: la parata militare e le altre tradizioni

La celebrazione del 2 giugno include vari riti e ha luogo in tutti i capoluoghi di provincia. La celebrazione più importante, com’è logico, è quella di Roma. Il cerimoniale prevede che in mattinata il presidente della Repubblica deponga una corona d’alloro alla tomba del milite ignoto all’altare della patria, presso il Vittoriano, dove ha luogo anche l’alzabandiera. Al termine del rito, si alzano in volo le frecce tricolori, che solcano i cieli di Roma lasciando scie dei colori bianche, rosse e verdi.

In seguito, il presidente passa in rassegna i reparti militari e si sposta in via dei Fori imperiali, dove ha luogo la parata, evento più importante e caratteristico della festa. La parata fu organizzata per la prima volta nel 1948 e si tenne regolarmente fino al 1975. Fu eliminata dal programma nel 1976 a causa del terremoto in Friuli e l’anno successivo, quando la celebrazione divenne una festa mobile, fu sostituita da una più sobria cerimonia militare in Piazza Venezia. Negli anni ’80 la parata fu prima ripristinata e in seguito nuovamente abolita (ovviamente, quando il 2 giugno non era festivo, la parata si teneva la prima domenica di giugno). Fu ripristinata definitivamente nel 2000, per volontà del presidente Ciampi.

La parata del 2010 (Wikimedia Commons)
La parata del 2010 (Wikimedia Commons)

Alla parata partecipano reparti delle quattro forze armate (esercito, marina, aviazione e arma dei carabinieri), nonché la Polizia, i Vigili del fuoco, la Protezione civile e la Croce rossa. Assistono, insieme al Presidente della Repubblica, i massimi rappresentanti delle istituzioni.

Oltre alla cerimonia di Roma, il 2 giugno si tengono celebrazioni in tutti i capoluoghi di provincia. All’estero, le ambasciate italiane organizzano ricevimenti e cerimonie.

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