6 Dicembre 2023
12:04

Perché le dichiarazioni del presidente della COP28 Al Jaber sono errate e fuorvianti

«Non esiste evidenza che l'eliminazione dei combustibili fossili impedisca di superare i +1,5 °C»; «Non esiste una roadmap per eliminare i combustibili fossili in modo sostenibile». Vi dico perché è molto grave che il presidente della COP28 Al Jaber abbia fatto queste dichiarazioni.

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A cura di Andrea Moccia
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Perché le dichiarazioni del presidente della COP28 Al Jaber sono errate e fuorvianti
Editoriale
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Sultan Al Jaber. Credits: Arctic Circle, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons.

Per chi avesse perso questa informazione, vi faccio una breve sintesi. Sultan Al Jaber è il presidente della COP28, la Conferenza delle Parti sul clima organizzata all'ONU e in corso a Dubai dal 30 novembre. Durante una conferenza online, rivolgendosi a Mary Robinson, ex presidente dell'Irlanda e Alto Commissario delle Nazioni Unite, Al Jaber ha dichiarato due affermazioni in particolare che hanno alzato un gran polverone:

  • «Non esiste alcuna scienza che affermi che l'eliminazione graduale dei combustibili fossili possa evitare di superare +1,5 °C», facendo riferimento al contenimento del riscaldamento globale sotto la soglia di sicurezza di +1,5 °C rispetto all'epoca preindustriale stabilita dall'IPCC (International Panel on Climate Change).
  • «Mi mostri una strada per eliminare i combustibili fossili che consenta uno sviluppo sostenibile, a meno di non volere riportare il mondo nelle caverne».

Entrambe le dichiarazioni dal punto di vista tecnico sono errate almeno in parte e risultano fortemente fuorvianti. Ora provo a spiegarvi il perché secondo il mio punto di vista.

La prima affermazione “incriminata”

Partiamo dalla prima:

Non esiste alcuna scienza che affermi che l'eliminazione graduale dei combustibili fossili possa evitare di superare +1,5 °C.

Questa affermazione è in netta controtendenza rispetto alla letteratura scientifica climatologica e alle varie meta-analisi, tra cui spicca l'ultimo report dell'IPCC, secondo cui una netta riduzione delle emissioni dovute ai combustibili fossili è indicata come necessaria per limitare il riscaldamento globale sotto la soglia di sicurezza di +1,5 °C rispetto all'epoca preindustriale. Questo è stato confermato anche dal Segretario delle Nazioni Unite António Guterres ai delegati della COP28: «La scienza è chiara: il limite di +1,5 °C è possibile soltanto se smettiamo di bruciare combustibili fossili. Non diminuire, non abbattere: cessare completamente».

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Inoltre c’è un grande “MA”, attenzione: il fossile ha già innescato dei processi irreversibili che porteranno quasi certamente oltre +1,5 °C se non abbatteremo le emissioni serra con estrema rapidità. Ciò significa che anche se magicamente smettessimo oggi di usare il fossile a livello globale, il riscaldamento globale avrebbe una sua inerzia in grado di continuare a far aumentare la temperatura media globale nei decenni a venire.

L’aspetto fuorviante, che Al Jaber non dice, e che dovrebbe dire in quanto presidente della COP28, è il seguente: più emissioni produrremo e più il danno sarà proporzionalmente alto. In altri termini meno emissioni ci saranno, meno impatto ci sarà. È bene sapere che dopo +1,5 °C non c’è la fine del mondo ma c’è +1,6 °C, poi +1,7 °C e così via. Quindi più continueremo a emettere e più ci spingeremo verso valori alti.

La seconda affermazione “incriminata”

In seguito alle obiezioni di Robinson («Leggo che la tua compagnia sta investendo sempre di più nei combustibili fossili»), la seconda frase “incriminata” pronunciata da Al Jaber è:

Mi mostri una strada per eliminare i combustibili fossili che consenta uno sviluppo sostenibile, a meno di non volere riportare il mondo nelle caverne.

Da anni sostengo che il nostro sistema, basato sull’economia, non potrebbe permettersi di spegnere il fossile da un giorno all’altro. Altrimenti, come ho spiegato nel mio primo libro tre anni fa e in diversi video su Geopop, ci ritroveremmo a lavare i vestiti al fiume. Concetto che non è molto lontano dalle caverne di cui parla Al Jaber.

L’energia che usiamo oggi nel mondo viene per l’80% dal fossile, per cui è evidente che togliendola improvvisamente, non avremmo modo di sostituirla. E su questo, siamo d’accordo, ma il presidente della COP28 non può ignorare che nessuno ha mai proposto di eliminare il fossile dalla sera alla mattina, e soprattutto non può ignorare che esistono già tabelle di marcia per eliminare il fossile e arrivare a emissioni zero in modo sostenibile.

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Per esempio, l'Agenzia Internazionale per l'Energia (International Energy Agency, IEA) ha sviluppato il Net Zero Emission by 2050 Scenario, una roadmap normativa per rimanere sotto la soglia di +1,5 °C entro il 2100 tramite la cessazione completa delle emissioni globali di CO2 in modo compatibile con gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals) riguardanti l'accesso all'energia e il miglioramento della qualità dell'aria. Inoltre, l’IPCC ha revisionato varie strategie di mitigazione sostenibili che prevedono il superamento temporaneo della soglia di +1,5 °C (in gergo overshooting) per poi rientrare sotto il limite nella seconda metà del secolo.

Alcune considerazioni

Io la conferenza l’ho ascoltata tutta, fino alla chiusura. In effetti, subito dopo le sue affermazioni, Al Jaber ha poi aggiunto che la diminuzione e la dismissione dei combustibili fossili sono «inevitabili» ed «essenziali». Ha poi indetto nei giorni scorsi una conferenza stampa in cui prova a rimettere a posto le cose, ma evidentemente senza successo. Le reazioni alle sue affermazioni, infatti, sono state molto compatte. David King, a capo del Climate Crisis Advisory Group, ha riassunto bene il sentire comune: «È estremamente preoccupante e sorprendente sentire il presidente della COP28 difendere l'uso dei combustibili fossili».

L’intero mondo, dalle parole di Al Jaber, ha capito che per lui il problema non è il fossile. E noi oggi non possiamo permetterci di avere un presidente della COP28 che pensi in questo modo o che non sia esauriente in una dichiarazione così importante.

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Il fossile oggi purtroppo è la nostra fonte energetica principale, che ci piaccia a no. Sinceramente non sono uno che ha mai demonizzato il fossile; l’abbiamo voluto noi e continuiamo a utilizzarlo noi, non una specie aliena di un altro pianeta. Nei prossimi decenni continueremo a utilizzarlo, soprattutto il gas naturale, ma questo utilizzo dovrebbe essere volto a sviluppare la transizione. È arrivato il momento che il fossile venga visto come uno strumento per uccidere il fossile. Questo dobbiamo dircelo esplicitamente. Nella nostra mente ci dovrebbe essere come unico grande obiettivo la transizione, con l’abbattimento delle emissioni in atmosfera e in questo caso, il presidente della COP28 ha fatto capire che nella mente ha tutt’altro.

Per chi non lo sapesse, Al Jaber è amministratore delegato della ADNOC (Abu Dhabi National Oil Company), una delle maggiori compagnie petrolifere al mondo nonché la più grande azienda statale degli Emirati Arabi Uniti.

Fonti
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Andrea Moccia
Direttore editoriale
Sono nato nell'Agosto del 1985, a Napoli. Mi sono pagato gli studi universitari vendendo pop-corn e gelati nelle sale di un Cinema. Ho lavorato per dieci anni in giro per il mondo, di cui sette all'Istituto nazionale francese dell'energia, in qualità di geologo e team manager. Nel 2018 a Parigi, per gioco, è nata Geopop, diventata nel 2021 una azienda del gruppo Ciaopeople. Sono dell'idea che la cultura sia la più grande ricchezza per un Paese e ho deciso di dedicare la mia vita per offrire un contributo e far appassionare le persone alla conoscenza. Col sorriso :)
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