
Pur trovandosi a soli 90 km dalle coste siciliane, Malta non è italiana: quando il Regno d’Italia fu costituito, nel 1861, l'arcipelago maltese apparteneva da molti anni all’Impero britannico. Del resto, l'arcipelago situato nel Mediterraneo non era mai stato «italiano»: era stato controllato dal Regno di Sicilia per alcuni secoli nel Medioevo, ma il legame era stato tagliato nel 1530. Fino alla prima metà del Novecento, nell’isola era attivo un movimento filoitaliano, che però si è fortemente indebolito durante la Seconda guerra mondiale. Nel 1964, quando è cessata la dominazione britannica, Malta ha scelto l’indipendenza: dal 2004 la Repubblica di Malta è anche membro dell'Unione Europea. Oggi i maltesi, pur subendo alcune influenze culturali, non si sentono in alcun modo italiani e la classe dirigente della Penisola ha cessato di avanzare rivendicazioni di qualsiasi tipo.
La posizione di Malta, lo stato sovrano che non è mai appartenuto all'Italia
L’arcipelago di Malta – composto dalle tre isole maggiori di Malta, Gozo e Comino e da alcune isole minori e scogli – si trova a soli 90 chilometri dalle coste siciliane e geograficamente appartiene alla regione italiana. L’arcipelago è più vicino all’Italia di isole come Lampedusa e Linosa (situate a oltre 200 km dalle coste siciliane), che invece appartengono alla Repubblica italiana.

Malta, inoltre, subisce una significativa influenza culturale dell’Italia. Fino al 1934 l’italiano era una delle lingue ufficiali dell’arcipelago e ancora oggi è parlato, o almeno compreso, da numerosi abitanti. Influenze italiane, e più specificamente siciliane, sono inoltre evidenti nella cucina, nelle tradizioni popolari, nell’architettura. Per molti altri aspetti, però, Malta è culturalmente diversa dall’Italia: la lingua ufficiale, il maltese (idioma ufficiale del Paese insieme all’inglese), è una lingua semitica derivante dall’arabo, sebbene abbia subito influssi italiani; il sistema giudiziario prende a modello quello del Regno Unito, alcune usanze e tradizioni (per esempio, il senso di marcia a sinistra) derivano dalla dominazione inglese. Quel che è più importante, i maltesi non si considerano affatto italiani.
Nel corso della storia, del resto, Malta non è mai stata «italiana», sebbene per alcuni secoli sia stata controllata dal Regno di Sicilia.
Dal Regno di Sicilia alla dominazione britannica dell'arcipelago
Nel corso dei secoli l’arcipelago maltese, in virtù della sua posizione al centro del Mediterraneo, ha subito numerose dominazioni. In età antica fece parte dei domini di Roma e di Bisanzio, fino a quando, nel IX secolo, fu conquistata dagli arabi. Nel 1091 fu occupata dai normanni e di fatto unita al Regno di Sicilia, del quale continuò a fare parte fino al XVI secolo. Il controllo, in alcuni periodi, era più nominale che reale. Nel 1530 l’imperatore Carlo V, che deteneva anche il titolo di re di Sicilia, cedette il possesso dell’isola a un ordine militare cavalleresco, i cavalieri ospitalieri (uno degli ordini militari nati in Terrasanta ai tempi delle Crociate), che da allora divennero noti come cavalieri di Malta.

In tal modo, il legame politico con la Sicilia fu troncato. I cavalieri controllarono Malta fino al 1798, quando ebbe inizio la breve occupazione delle truppe francesi, costrette nel 1800 ad arrendersi all’assedio della flotta inglese. Da allora l’arcipelago entrò nell’orbita di Londra e, con il Trattato di Parigi del 1814, fu annesso ufficialmente ai territori dell’Impero britannico.
I rapporti tra l'isola e l’Italia unita: movimento annessionista e indipendenza
Nel 1861, quando fu costituito il Regno d’Italia, Malta si trovava sotto dominazione britannica da quasi cinquant’anni. Nell’arcipelago si sviluppò un movimento che chiedeva l’annessione all’Italia e durante il ventennio fascista fu finanziato dal governo di Roma. Il movimento filoitaliano, però, era contrastato dagli inglesi, che nel 1942 giustiziarono per alto tradimento il principale esponente, Carmelo Borg Pisani. Durante la Seconda guerra mondiale, Malta fu ripetutamente bombardata dalle forze armate italiane e tedesche, ma non fu mai conquistata.

Dopo la guerra, il movimento filoitaliano si indebolì in maniera irreversibile. Nel 1964 l’isola ottenne l’indipendenza e dal 1974 si trasformò in una Repubblica. L’Italia, cessando ogni rivendicazione sull’arcipelago, ha mantenuto con esso relazioni molto cordiali e, in virtù di un accordo del 1980, è garante della sua neutralità: Malta si è impegnata a non entrare in nessuna alleanza e l’Italia ha garantito di intervenire nel caso in cui la sovranità dell’arcipelago fosse messa in discussione da un Paese terzo.