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7 Settembre 2022
12:57

Qual è il piano del Governo per ridurre i consumi di gas per preparaci all’inverno?

Il MITE ha pubblicato il "Piano Nazionale di contenimento dei consumi di gas naturale" per far fronte ad un eventuale stop totale nelle forniture di gas russo.

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Qual è il piano del Governo per ridurre i consumi di gas per preparaci all’inverno?
riduzione consumi gas naturale

Il conflitto tra Russia e Ucraina ha modificato in pochi mesi il panorama energetico europeo e internazionale. In particolare, il recente annuncio da parte di Gazprom di non riaprire il gasdotto Nord Stream 1 sta spingendo l'UE a trovare soluzioni alternative per sopperire ad un eventuale stop totale delle forniture di gas naturale russo nei prossimi mesi. A tal proposito, il MITE (Ministero della Transizione Ecologica) ha pubblicato il 6 settembre il Piano Nazionale di contenimento dei consumi di gas naturale, cioè un documento nel quale viene fatto il punto della situazione e vengono suggerite soluzioni per ridurre i consumi di gas. Vediamo in cosa consiste e quali sono le misure che verranno adottate

Il piano di misure volontarie

Gli Stati membri dell'UE sono chiamati ad adottare delle misure volontarie tra il 1 agosto 2022 e il 31 marzo 2023 per ridurre i consumi di gas di almeno il 15% rispetto ai consumi medi dello stesso periodo nei 5 anni precedenti. Nel caso dell'Italia, il valore medio da prendere come riferimento è di 55,1 miliardi di Smc e, di conseguenza, le misure volontarie devono riuscire a tagliare 8,2 miliardi di Smc.
Oltre alle misure volontarie, sarà necessario preparare in anticipo anche una serie di misure obbligatorie che verranno introdotte solamente nel caso in cui venga attivato lo stato di "Allerta UE". Si tratta di una situazione limite in cui sarà necessario imporre un tetto di consumi a ciascuno Stato membro – anche se in questo caso subentrerebbero poi altri fattori (es. la quantità di gas stoccato) ai fini del calcolo di questa quota massima.
Tornando al piano, riassumendo possiamo dire che i suoi obiettivi principali sono quelli di ridurre il prelievo di gas naturale stoccato e di indurre un consumo consapevole dell'energia.

Cosa prevede il piano del MITE

Il piano si articola in quattro punti principali: massimizzazione della produzione di energia elettrica con combustibili diversi dal gas, misure di contenimento nel settore del riscaldamento e misure comportamentali sia a costo zero che con un investimento iniziale.

Massimizzare la produzione di energia elettrica senza gas

Il primo obiettivo prevede di aumentare la produzione di energia elettrica da fonti alternative al gas. Le modifiche riguarderebbero soprattutto il settore termoelettrico che quest'anno, a causa della siccità e della conseguente produzione ridotta degli impianti idroelettrici, sta consumando più gas naturale del solito. Come sostituti si potrebbero utilizzare carbone, olio combustibile e bioliquidi, per una riduzione stimata dei consumi di gas pari a circa 2,1 miliardi di Smc.

Carbone

Misure di contenimento per il riscaldamento

Questa misura prevede di introdurre dei limiti alla temperatura negli ambienti, alle ore giornaliere di accensione e alla durata del periodo di riscaldamento. In questo caso non sarà possibile un controllo capillare a livello nazionale, quindi verranno eseguiti controlli a campione – consapevoli del fatto che le misure potrebbero avere un impatto inferiore di quello previsto. I limiti di temperatura scelti sono i seguenti:

  • 17°C +/- 2°C di tolleranza per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili;
  • 19°C +/- 2°C di tolleranza per tutti gli altri edifici;

Per quanto riguarda invece i limiti di esercizio degli impianti termici, questi sono ridotti di 15 giorni (posticipando di 8 giorni l'inizio e anticipando di 7 la fine) e di 1 ora al giorno per quanto riguarda il tempo di accensione. Di seguito l'elenco riassuntivo per zone climatiche (qui l'elenco completo delle province):

  • Zona A: ore 5 giornaliere dal 8 dicembre al 7 marzo;
  • Zona B: ore 7 giornaliere dal 8 dicembre al 23 marzo;
  • Zona C: ore 9 giornaliere dal 22 novembre al 23 marzo;
  • Zona D: ore 11 giornaliere dal 8 novembre al 7 aprile;
  • Zona E: ore 13 giornaliere dal 22 ottobre al 7 aprile;
  • Zona F: nessuna limitazione.

Ricordiamo che queste limitazioni non riguarderanno edifici sensibili come ospedali e case di ricovero e, secondo le stime di ENEA, queste misure potrebbero potenzialmente portare a un risparmio di circa 3,2 miliardi di Smc.

termosifoni

Misure comportamentali (a costo zero)

Nel piano è prevista l'adozione di misure comportamentali a costo zero che potranno essere divulgate tramite campagne di sensibilizzazione. Si tratta di azioni che possiamo svolgere quotidianamente come la riduzione della temperatura e della durata delle docce, l'utilizzo di lavastoviglie e lavatrici a pieno carico oppure la riduzione delle ore di accensione delle lampadine. Queste misure, secondo quanto riportato da ENEA, potrebbero contribuire a un ulteriore taglio pari a 2,7 miliardi di Smc. Questi interventi permetteranno non solo di ridurre i consumi ma anche di abbassare il prezzo delle bollette.

Misure comportamentali (con investimento iniziale)

Altre misure possono richiedere un investimento iniziale, come ad esempio l'acquisto di elettrodomestici e climatizzatori più efficienti, l'installazione di nuove pompe di calore elettriche o di pannelli solari termici per produrre acqua calda. Queste misure potrebbero potenzialmente comportare un risparmio di 1 miliardo di Smc, anche se verosimilmente questa quantità non supererà i 200 milioni.

Diversificare le importazioni di gas

Parallelamente al piano, un altro fronte da portare avanti è quello della diversificazione delle importazioni di gas. Dal momento che la Russia non può più essere considerata un fornitore affidabile, l'Italia ha siglato accordi per aumentare le importazioni attraverso il gasdotto Transmed che collega il Bel Paese con l'Algeria, facendo diventare questo Paese nordafricano il nostro primo fornitore già da metà luglio 2022. A breve termine dovrebbe raddoppiare la capacità di trasporto del TAP, aumentando così l'import dall'Azerbaijan, oltre a tutta una serie di accordi per aumentare le forniture dall'Egitto (+3,5 miliardi Smc), Qatar (+1,4 miliardi di Smc), Congo (+4,6 miliardi di Smc) e da altri Paesi come Angola, Nigeria, Libia, Indonesia e Mozambico (complessivamente +3/3,5 miliardi di Smc). Oltre a queste, è previsto un aumento dell'estrazione di gas nazionale, puntando a raddoppiare l'attuale quota di 3 miliardi di Smc.

In concomitanza con questi nuovi accordi sarà di fondamentale importanza aumentare la dotazione italiana di strutture per la rigassificazione del GNL. Sono state infatti acquistate due nuove navi rigassificatrici che verranno installate a Piombino e a Ravenna e saranno entrambe operative tra il 2023 e il 2034. Queste politiche permetteranno entro il 2030 di importare complessivamente 25 miliardi di Smc di gas da Paesi diversi rispetto alla Russia.

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Stefano Gandelli
Redattore
Sono un geologo appassionato di scrittura e, in particolare, mi piace raccontare il funzionamento delle cose e tutte quelle storie assurde (ma vere) che accadono nel mondo ogni giorno. Credo che uno degli elementi chiave per creare un buon contenuto sia mescolare scienza e cultura “pop”: proprio per questo motivo amo guardare film, andare ai concerti e collezionare dischi in vinile.
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