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VULCANI BELLI
episodio 2
28 Maggio 2024
18:25

Stratovulcani, cosa sono, perché hanno la forma a cono e gli esempi dei più famosi in Italia

Gli stratovulcani sono caratterizzati da una tipica forma a cono, originata dalla sovrapposizione di materiale vulcanico emesso da più eruzioni. Ma perché hanno proprio questa forma? E cosa cambia rispetto ai vulcani a scudo?

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Stratovulcani, cosa sono, perché hanno la forma a cono e gli esempi dei più famosi in Italia
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Gli stratovulcani, o vulcani a cono, sono strutture geologiche formate dalla sovrapposizione di numerosi livelli di detriti e lava solidificata e sono caratterizzate da un rapporto altezza/larghezza maggiore rispetto ai vulcani a scudo – in altre parole, hanno una forma più slanciata. Questa particolare struttura è legata alla chimica del magma: essendo ricco in silice è anche più viscoso, scorrendo poco lateralmente in favore di uno sviluppo verticale. Questa tipologia di vulcano è spesso caratterizzata da eruzioni esplosive la cui potenza può essere variabile: da quelle di lieve intensità (come quelle che solitamente presenta lo Stromboli) a quelle pliniane e sub-pliniane. In Italia alcuni tra i vulcani a cono più famosi sono il Vesuvio e l'Etna, ma quali altri ci sono al mondo? E quali sono le loro caratteristiche?

Caratteristiche degli stratovulcani

Gli stratovulcani – o “vulcani a cono” – sono composti dalla sovrapposizione di più colate di lava e detriti accumulatesi eruzione dopo eruzione nel corso delle ere geologiche. Questi hanno una forma conica , proprio come i vulcani a scudo: tra i due però c'è una differenza sostanziale nel rapporto tra l'altezza del cratere e la sua base. I vulcani a scudo infatti hanno un'altezza molto piccola rispetto alla base mentre nel caso degli stratovulcani è molto più pronunciata. In altri termini, il cratere ha dei pendii molto più ripidi. La domanda che sorge spontanea è: ma perché ha questi pendii più ripidi?

La forma è diversa perché la chimica del magma è diversa. Il magma di uno stratovulcano, infatti, è estremamente ricco di silice e più silice c'è, più viscoso sarà il magma (detto "magma acido"). Quindi gli stratovulcani e i vulcani a scudo hanno due magmi sostanzialmente diversi – uno più acido, uno meno acido – e ne conseguono due strutture diverse: uno corto è “chiatto” (vulcano a scudo), uno “secco” e lungo (stratovulcano). Quando uno statovulcano erutta questo materiale molto più viscoso non avrà la capacità di scorrimento che ha un vulcano a scudo, quindi tenderà ad ammassarsi localmente, senza viaggiare lateralmente. Di conseguenza questi crateri tendono a svilupparsi anche in altezza: ecco perché hanno dei pendii più ripidi.

L'attività vulcanica degli stratovulcani

Mentre i vulcani a scudo hanno un'attività tendenzialmente effusiva, gli stratovulcani invece sono caratterizzati da grosse eruzioni esplosive. Perché uno stratovulcano genera delle esplosioni rispetto al vulcano a scudo? Il vulcano a scudo come abbiamo anticipato ha un magma poco viscoso, per cui i gas – che tendono a scappare via – si liberano più facilmente. Questo non succede nel magma di uno stratovulcano, che è molto più viscoso, per cui la maggior parte dei gas rimarranno intrappolati all'interno del magma. Il concetto è questo: quando il magma contiene più gas, c'è più pressione.

Gli stratovulcani possono avere delle esplosioni violentissime, una su tutte che conosciamo tutti è quella del Vesuvio del 79 dopo Cristo che distrusse Ercolano e Pompei. Questa violenza enorme è data anche da un altro fattore: il magma che caratterizza gli stratovulcani è viscoso anche quando sale nel condotto vulcanico, dunque risale con molta difficoltà. In certi casi questo magma può solidificare e raffreddarsi durante la salita, creando una sorta di "tappo". Solo quando le pressioni interne sono sufficienti a spingere su questo tappo l'eruzione continua. In quel caso possono esserci delle eruzioni violentissime che possono addirittura distruggere parte o anche la totalità del cratere stesso.

Al Saint Helens è successo qualcosa del genere, e scoppiò via una parte del cratere. Questo fenomeno si chiama “lateral blast”, ed è un'esplosione che avviene di lato per cedimento di un lato del cratere vulcanico. Ma vi parlerò di questo tipo di eruzioni nell'ultimo episodio di questa serie.

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Esempi di stratovulcani

Vediamo ora alcuni tra i principali stratovulcani, sia italiani che di altri Paesi del mondo.

Vesuvio

Vesuvio, vulcano
Foto satellitare del Vesuvio. Il vulcano più piccolo è il Vesuvio, l’anello che lo circonda è la caldera del Monte Somma.

Il Vesuvio (o per meglio dire il Somma-Vesuvio) è uno stratovulcano alto circa 1280 metri e caratterizzato da eruzioni esplosive – come quella che coinvolse Pompei nell'autunno del 79 d.C. Viene considerato uno dei vulcani attivi più pericolosi del mondo sia a causa delle sue violente eruzioni, sia per le circa 700 mila persone che vivono alle sue pendici. Proprio per questo motivo è essenziale la prevenzione, così da sapere come gestire un'eventuale futura eruzione del vulcano.

Stromboli

eruzione stromboli 2019

Situato nel Mar Tirreno, lo Stromboli è l'isola più nord-orientale dell'arcipelago siciliano delle Isole Eolie. Emerge dalle acque per circai 924 metri, ai quali se ne aggiungono altri 2000 circa al di sotto del livello del mare. Si tratta di uno degli stratovulcani più attivi al mondo a causa della sua particolare attività eruttiva persistente – definita appunto "stromboliana".

Etna

Etna

L'Etna è il vulcano attivo più alto dell'Europa continentale e si trova nel settore orientale della Sicilia, in provincia di Catania. Al momento misura poco più di 3350 metri sul livello del mare ed è caratterizzato principalmente da eruzioni di tipo effusivo (quindi senza esplosioni e con lave poco viscose), anche se periodicamente possono aver luogo eventi esplosivi di intensità maggiore definiti "parossismi".

Marsili

Marsili satellite
Immagine satellitare del Marsili (credit: Google Maps).

Il Marsili è il vulcano più esteso d'Europa: misura circa 70 km di lunghezza per 30 di larghezza. Si trova sul fondale del Mar Tirreno e la sua vetta è posizionata a circa 500 metri al di sotto del livello del mare. Fortunatamente, come confermato anche da INGV e Protezione Civile, una sua eventuale eruzione non creerebbe molti danni in superficie: il volume d'acqua che la ricopre sarebbe tale da riuscire a dissipare la maggior parte dell'energia.

Hunga Tonga – Hunga Ha'apai

Hunga Tonga-Hunga Ha’apai
Credit: Google Earth studio

L'Hunga Tonga – Hunga Ha'apai è uno stratovulcano nell'arcipelago di Tonga, nell'Oceano Pacifico meridionale, situato lungo la famosa Cintura di Fuoco. Nonostante si trovi un'area estremamente remota, il suo nome ha iniziato a essere conosciuto a livello internazionale il 15 gennaio 2022 quando una violenta eruzione causò uno tsunami che raggiunse addirittura le coste del Perù, dall'altra parte dell'Oceano.

Cumbre Vieja

Distruzione-La-Palma

Il Cumbre Vieja è uno stratovulcano situato sull'isola di La Palma, alle Canarie, la cui origine è molto probabilmente legata alla presenza di un punto caldo – in inglese hot spot. Anche in questo caso, il Cumbre Vieja è stato reso famoso dalla sua ultima eruzione del 19 settembre 2021, avvenuta dopo ben 50 anni di inattività e durata per 85 giorni.

Anak Krakatoa

anak krakatoa allerta

L'Anak Krakatoa è uno stratovulcano nato dalla caldera del Krakatoa, il cui edificio andò completamente distrutto nella violenta eruzione del 1883. Si trova nello Stretto di Sonda, in Indonesia, e attualmente la sua altezza si aggira attorno ai 150 metri sul livello del mare.

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Andrea Moccia
Direttore editoriale
Sono nato nell'Agosto del 1985, a Napoli. Mi sono pagato gli studi universitari vendendo pop-corn e gelati nelle sale di un Cinema. Ho lavorato per dieci anni in giro per il mondo, di cui sette all'Istituto nazionale francese dell'energia, in qualità di geologo e team manager. Nel 2018 a Parigi, per gioco, è nata Geopop, diventata nel 2021 una azienda del gruppo Ciaopeople. Sono dell'idea che la cultura sia la più grande ricchezza per un Paese e ho deciso di dedicare la mia vita per offrire un contributo e far appassionare le persone alla conoscenza. Col sorriso :)
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