
Il 4 luglio negli Stati Uniti si celebra l'Independence Day, ossia la Giornata dell’Indipendenza: si festeggia, cioè, l’indipendenza del Paese dal Regno Unito, perché il 4 luglio 1776 (esattamente 250 anni fa) i rappresentanti delle tredici colonie britanniche, riuniti in congresso a Filadelfia, approvarono la Dichiarazione d’indipendenza.
L’indipendenza concreta dall'Impero Britannico fu raggiunta alcuni anni dopo, nel 1783, quando terminò la guerra contro la madrepatria inglese. La data del 4 luglio è celebrata sin dal 1777 e, nel corso degli anni, la ricorrenza ha dato vita a numerose tradizioni popolari. Oggi il 4 luglio è un giorno festivo ed è celebrato non solo con cerimonie ufficiali e fuochi d’artificio, ma anche con picnic e gite fuori porta. Le cerimonie del 2026 si prospettano particolarmente imponenti, ma stanno anche dando luogo a polemiche perché, secondo una parte dell’opinione pubblica, sono usate dal presidente Trump per farsi propaganda.
La festa del 4 luglio negli Stati Uniti
Le celebrazioni del 4 luglio per l'Independence Day rappresentano la principale festa nazionale degli Stati Uniti d'America. La ricorrenza è legata alla guerra di indipendenza americana: va ricordato, infatti, che durante l’età moderna il territorio degli attuali Stati Uniti era stato occupato dalle potenze europee: Regno Unito, Francia e Spagna (oltre all’Alaska russa); vaste porzioni erano controllate dalla popolazione nativa, gli indiani d’America. Il Regno Unito costituì 13 colonie, cioè 13 amministrazioni separate, sulla costa orientale.

Negli anni ’60 del ‘700 la popolazione delle 13 colonie entrò in contrasto con la madrepatria, soprattutto per ragioni fiscali, e reclamò maggiore autonomia. I tentativi di trovare un’intesa fallirono e nel 1775 ebbe inizio la guerra di indipendenza. Il 4 luglio dell’anno successivo, i rappresentati delle 13 colonie, riuniti a Filadelfia nel Secondo congresso continentale, approvarono all’unanimità la Dichiarazione di indipendenza (sottoscritta già il 2 luglio dalla maggior parte dei delegati).
La Dichiarazione di Indipendenza del 1776: la storia
La Dichiarazione d'Indipendenza, scritta in gran parte da Thomas Jefferson e approvata proprio il 4 luglio 1776, era basata sui principi dell’Illuminismo. Vi si legge:
Consideriamo verità evidenti per sé stesse che tutti gli uomini sono creati uguali; che sono stati dotati dal loro Creatore di taluni diritti inalienabili; che, fra questi diritti, vi sono la vita, la libertà e il perseguimento del benessere. Che per garantire questi diritti, vengono istituiti fra gli uomini dei governi che derivano dal consenso dei governati il loro giusto potere. Che ogni qualvolta una forma di governo diviene antagonistica al conseguimento di questi scopi, il popolo ha diritto di modificarla e abolirla, e di creare un governo nuovo.
La Dichiarazione elencò tutte le colpe del re d’Inghilterra, Giorgio III, nei confronti delle colonie americane, concludendo:
NOI pertanto, rappresentanti degli Stati d'America, riuniti in Congresso generale, appellandoci al Supremo Giudice dell'universo quanto alla rettitudine delle nostre intenzioni, solennemente dichiariamo e proclamiamo, in nome e per autorità dei buoni popoli di queste Colonie, che queste Colonie Unite sono e devono di diritto essere Stati liberi ed indipendenti. NOI investiti della grande responsabilità nel firmare questa Dichiarazione ci impegniamo con le nostre vite, le nostre fortune, e il nostro sacro onore.

La guerra continuò fino al 1783, quando il Regno Unito, sconfitto militarmente, riconobbe l’indipendenza degli Stati Uniti.
Il 4 luglio 1776, quindi, non rappresentò la nascita degli Stati Uniti, ma fu l’atto di rottura necessario per giungere all’indipendenza vera e propria. In origine il Paese era esteso solo sui territori della costa orientale, ma con il passare gli anni si è ingrandito fino a comprendere il territorio attuale.
Le origini e l’evoluzione delle celebrazioni
La data del 4 luglio divenne subito una ricorrenza importante nella «religione civile» americana. Già nel 1777 si tennero celebrazioni in alcune città, tra le quali Filadelfia. L’anno successivo George Washington, comandante dell’esercito indipendentista (e futuro presidente), volle che il 4 luglio fosse distribuita ai soldati una doppia razione di rum. Celebrazioni si tennero in diverse località e anche nelle rappresentanze americane all’estero.
Tuttavia, nei primi anni dopo l’indipendenza la ricorrenza non era una celebrazione ufficiale in tutto il Paese. Era infatti riconosciuta solo da alcuni Stati, il primo dei quali fu il Massachusetts nel 1781.
A livello nazionale, la ricorrenza ottenne riconoscimento ufficiale solo nel 1870, quando il Congresso stabilì che il 4 luglio fosse un giorno festivo, non retribuito, per gli impiegati pubblici. Nel 1938 la legge fu aggiornata e fu stabilito che la giornata doveva essere retribuita.
Da allora la ricorrenza ha acquisito sempre maggiore importanza. Ogni anno è celebrata con i discorsi delle autorità politiche e con cerimonie solenni di livello nazionale e nei singoli Stati. Inoltre, il 4 luglio è un giorno festivo per i lavoratori di tutti i servizi non essenziali. Per tale ragione, nel corso degli anni si sono affermate numerose tradizioni popolari. Una delle più diffuse è quella di approfittare della festività per organizzare grigliate, picnic e scampagnate: il tacchino, invece, è un piatto tipico del Giorno del Ringraziamento, che non viene cucinato in occasione del 4 luglio.
Inoltre, è usanza che, sin dai giorni precedenti, le strade si riempiano di bandiere a stelle e strisce di altri simboli nazionali. In molte località sono comuni anche i fuochi di artificio, talvolta lanciati dopo i discorsi delle autorità e il suono di canti patriottici.

L’Independence Day del 2026: i festeggiamenti per il 250° “compleanno” degli Stati Uniti
Quando la ricorrenza è una cifra tonda, la celebrazione è ancora più solenne. Nel 1976, duecentesimo anniversario della Dichiarazione di indipendenza, le cerimonie furono particolarmente imponenti e nel porto di New York fu organizzata anche una grande parata navale, con navi storiche e moderne.
Nel 2026, 250° anniversario dell’indipendenza, sono previste celebrazioni solenni. La Casa Bianca ha costituito un comitato, Freedom 250, per organizzare i festeggiamenti. Tra i vari eventi, il 25 giugno è stata aperta al pubblico la Great American State Fair, un'esposizione nazionale a Washington, che durerà fino 10 luglio 2026, con stand degli Stati e dei territori dell’Unione.

La mostra è stata inaugurata da Trump, ma si è attirata molte critiche perché è considerata una istallazione funzionale alla propaganda del presidente , al punto che alcuni Stati hanno rifiutato di partecipare.
Tra le altre iniziative, il 16 giugno alla Casa Bianca è stato organizzato un incontro di arti marziali miste, UFC Freedom 250. Il 4 luglio, insieme alle celebrazioni con fuochi d’artificio, a New York si terrà di nuovo la parata navale. Numerosi altri eventi sono previsti sia a livello nazionale, sia nei singoli Stati. Il 4 luglio è atteso anche il volo inaugurale del nuovo Air Force One presidenziale.