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12 Marzo 2024
7:00

Cos’è il Pantheon di Roma e perché è importante: storia e caratteristiche del tempio degli dei

Il Pantheon di Roma è un tempio di epoca romana, trasformato in una chiesa e restato ininterrottamente in funzione come luogo di culto dal II secolo d.C. a oggi. Ogni anno accoglie milioni di visitatori.

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Cos’è il Pantheon di Roma e perché è importante: storia e caratteristiche del tempio degli dei
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Il Pantheon di Roma è in piedi da circa 1900 anni e in origine era il tempio di tutti gli dei. Fu edificato nel I secolo a.C. dall’architetto e uomo politico Vipsanio Agrippa e ricostruito nel II secolo d.C. per volere dell’imperatore Adriano. L’eccezionalità del Pantheon risiede nel fatto che sta in piedi da quasi duemila anni: la struttura che si può ammirare oggi è pressoché la stessa dell’epoca di Adriano. Il segreto della sua longevità risiede nel genio dei progettisti e nel fatto che, essendo stato trasformato in una chiesa cristiana, non fu danneggiato dalle spoliazioni di edifici romani avvenute nel Medioevo. Il Pantheon presenta caratteristiche architettoniche eccezionali, in primis la grande cupola in calcestruzzo, e fino a pochi mesi fa è stato l’edificio più visitato d’Italia (grazie anche alla sua gratuità, ora sostituita da un biglietto del costo di 5€).

Cos’è il Pantheon

Il Pantheon è una chiesa situata a Roma nel rione Pigna. È costituito da una grande rotonda (un edificio di forma circolare) e da un pronao (una struttura anteriore) a colonne corinzie. Sulla facciata è presente un fregio che riporta la celebre iscrizione di Agrippa, costruttore del primo edificio. L’interno ha la forma di un cilindro sormontato da una semisfera.

La costruzione rispetta precise proporzioni geometriche: l’altezza del cilindro equivale alla lunghezza del raggio (21,72m) e l’altezza totale dell’edificio coincide con la lunghezza del diametro (43,44m). La cupola che sormonta l’edificio è costruita in calcestruzzo e pesa circa cinque tonnellate. Per far sì che non crolli, i progettisti hanno usato vari accorgimenti: hanno inserito cinque file di “cassettoni” (cioè cavità) e si sono serviti di materiali più leggeri man mano che la struttura sale verso l’alto.

La cupola del Pantheon
La cupola del Pantheon

Al centro della cupola è presente un oculo (apertura rotonda) per consentire l’illuminazione. Il pavimento è inclinato in maniera che la pioggia che penetra dall’oculo defluisca verso gli appositi fori di scolo.

La costruzione del Pantheon: da Agrippa ad Adriano

Il Pantheon fu costruito come luogo di culto pagano nel I secolo a.C. da Marco Vipsanio Agrippa, architetto e stretto collaboratore politico-militare di Ottaviano Augusto. Probabilmente, la costruzione avvenne negli anni 27-25 a.C.

Busto di Agrippa
Busto di Agrippa

L’edificio che vediamo oggi, però, non è quello originale. La struttura, danneggiata dagli incendi che devastarono Roma tra il I e il II secolo d. C., fu ricostruita ex novo per ordine dell’imperatore Adriano. I lavori ebbero luogo quasi certamente tra il 115 e il 127.

Da tempio pagano a chiesa cristiana

Nell’Alto Medioevo molti monumenti di epoca romana furono distrutti per recuperare materiali da costruzione. Il Pantheon si salvò perché fu trasformato in una chiesa: nel 608 l’imperatore romano d’Oriente Foca, che nominalmente deteneva il potere su Roma, donò l’edificio a papa Bonifacio IV, che l’anno successivo lo trasformò in una chiesa dedicata a Santa Maria ai Martiri. Con il passare dei secoli, la popolazione di Roma prese l’abitudine di chiamare l’edificio Santa Maria Rotunda, a causa della forma, e da questo deriva l’attuale intitolazione della piazza antistante, Piazza della Rotonda.

Nei secoli del Basso Medioevo e dell’Età moderna il Pantheon subì diversi interventi. Particolarmente rilevanti furono quelli ordinati nel 1625 da papa Urbano VIII, al secolo Maffeo Barberini, che fece smontare e fondere alcuni elementi di bronzo. La decisione indignò la popolazione di Roma, tra la quale si diffuse un detto popolare ancora oggi: «Quello che non hanno fatto i barbari, lo hanno fatto i Barberini» (la famiglia Barberini, alla quale apparteneva Urbano VIII, era una delle più illustri della capitale). Il papa, però, non desistette dal suo proposito e ordinò anche un altro intervento: la costruzione di due campanili sulla cupola, presto ribattezzati dai romani «orecchie d’asino».

Raffigurazione del 1836, quando c'erano ancora i campanili
Raffigurazione del 1836, quando c’erano ancora i campanili

L’Unità d’Italia e le tombe dei Savoia al Pantheon

Dopo l’unificazione italiana, lo Stato acquisì la proprietà dell’edificio e nel 1878 lo scelse come luogo di sepoltura di Vittorio Emanuele II, il primo re d’Italia. Cinque anni più tardi il ministro della pubblica istruzione, Guido Baccelli, ordinò alcuni interventi di grande rilevanza: fece demolire i campanili, ripristinare l’iscrizione sul fregio e abbattere gli edifici circostanti. Il Pantheon assunse così un aspetto simile a quello attuale. Negli anni successivi, l’edificio accolse le sepolture di altri esponenti di casa Savoia, tra i quali Umberto I, re d’Italia dal 1878 al 1900.

La tomba di Vittorio Emanuele II (credit Rapallo80)
La tomba di Vittorio Emanuele II (credits: Rapallo80)

Il turismo di massa e l’ingresso a pagamento

Oggi il Pantheon è sia un monumento, sia un luogo di culto nel quale si celebrano regolarmente le messe, ed è amministrato congiuntamente dal Ministero della cultura e dalla Diocesi di Roma. Negli ultimi anni l’edificio ha subito tutti gli effetti, positivi e negativi, del turismo di massa. Il fatto di trovarsi al centro di Roma e la gratuità dell’ingresso lo hanno reso il sito storico-artistico italiano più visitato d'Italia. Nel 2019, anno precedente la pandemia, ha accolto circa nove milioni di visitatori, superando il Colosseo (a pagamento), che si è fermato a circa 7.500.000.

Dal luglio 2023, tuttavia, anche al Pantheon si paga il biglietto (5 euro). Le visite sono ancora molto numerose, ma non raggiungono i livelli precedenti: nel mese di agosto 2023, per esempio, l’edificio ha accolto 279.309 visitatori. Il Pantheon ha così perso il primato di sito storico-artistico italiano più visitato.

Fonti
Mauro Saccone, Disegnare il Pantheon. Tesi di dottorato Sito ufficiale della Casa bianca
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