6 Dicembre 2023
7:00

Gli insetti stanno diminuendo e questo è un problema: il “fenomeno del parabrezza”

Molte specie di insetti stanno scomparendo, mentre altre stanno espandendosi in nuovi ambienti e tutto questo avrà pesanti ricadute sul nostro futuro.

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Gli insetti stanno diminuendo e questo è un problema: il “fenomeno del parabrezza”
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Conoscete il “fenomeno del parabrezza”? Si tratta del paradosso che gli entomologi utilizzano da alcuni anni per dare un'idea del declino degli insetti. Se vent'anni fa, dopo un viaggio in estate, il parabrezza di una vettura era pieno di insetti morti, oggi percorrendo lo stesso tratto nello stesso periodo dell'anno, il parabrezza resterà quasi pulito. Questo perché, generalmente, gli insetti stanno diminuendo. Il processo può apparire poco evidente, ma il declino è confermato ed è preoccupante.

La diffusione degli insetti sulla Terra

La diminuzione degli insetti è difficile da valutare per un occhio non esperto perché gli insetti sono numerosi, sia in termini di numero di specie viventi (diversità), sia come numero di individui per ogni specie (abbondanza). Rappresentano circa il 70% delle specie animali viventi e ancora oggi sono incerte le stime su quante specie esistano, considerato che  oscillano da oltre 2 milioni di specie a circa 10 milioni di specie classificate. Il calcolo è molto complesso perché continuamente gli entomologi scoprono nuove specie, mentre con rapidità tante altre si estinguono in qualche parte del mondo.

Gli insetti sono comparsi sulla Terra dal periodo geologico del Devoniano. Il più antico fossile di insetto sinora rinvenuto è datato a circa 400 milioni di anni fa. In tutto questo tempo, si sono diversificati in specie che hanno colonizzato gli ambienti più disparati e hanno superato le variazioni climatiche più o meno intense, del passato geologico del pianeta.

Gli insetti vivono praticamente ovunque riuscendo a colonizzare qualsiasi substrato: ghiacci, ambienti sotterranei, suolo, laghi e fiumi. Esiste per esempio un'intera famiglia di Ditteri, i Chironomidi, che con oltre 10.000 specie esistenti possono considerarsi veri e propri campioni degli ambienti estremi.  Gli adulti, una sorta di moscerini dalle antenne piumate, hanno una vita breve, ridotta a pochi giorni e sono incapaci di nutrirsi, ma gli stadi larvali di molte specie si adattano a condizioni ambientali proibitive per salinità, umidità, temperatura o disponibilità di ossigeno. Per esempio, la larva del Chironomus salinarius può resistere a concentrazioni di cloruri nell'ordine del 40%, le larve del Chironomus riparius sono rosse per la presenza di emoglobina e possono sopravvivere anche in ambienti quasi privi di ossigeno. Alcune specie sono addirittura in grado di tollerare abbassamenti termici fino a –270 °C,  o innalzamenti  fino a 106 °C restando in uno stato di criptobiosi, altre vivono nei torrenti glaciali e superano l'inverno ibernando.

A oggi, l'unico habitat inospitale per gli insetti sembra essere il mare, dove è presente solo il genere Halobates, un insetto che "pattina " sulla superficie dell'acqua marina a distanza di centinaia di miglia dalla costa.

insetto pattinatore

Il ruolo degli insetti per gli ecosistemi

A parte le api associate alla produzione del miele, le farfalle variopinte e alcuni coleotteri (Buprestidi e Scarabeidi), chiamati “insetti gioiello” per le loro meravigliose livree metalliche, la maggior parte degli insetti vengono “percepiti” come fastidiosi e disgustosi organismi che danneggiano le coltivazioni, invadono le nostre abitazioni, portano malattie.

Gli insetti, invece, fanno decisamente molto altro. Proprio perché estremamente diversificati e capaci di colonizzare anche ambienti estremi, forniscono molteplici servizi ecosistemici (benefici che i sistemi naturali generano a favore della nostra specie) e hanno un ruolo centrale in una varietà di processi. Vediamo alcuni esempi.

  • La riproduzione di numerose piante, anche di uso alimentare, è possibile solo grazie agli insetti impollinatori. Si stima che l’80% delle piante selvatiche dipenda dagli insetti per l’impollinazione. Inoltre, la maggior parte delle colture agricole utilizzano l’impollinazione animale. Considerato poi che in molti casi una determinata specie vegetale può essere impollinata solo da una certa specie di insetto, scomparendo l'insetto rischia di scomparire anche a pianta.
  • Gli insetti coprofagi e xilofagi, consentono la trasformazione di detriti organici e favoriscono la fertilizzazione e il rimescolamento del suolo.
  • Molte specie di insetti (predatori o parassitoidi) possono essere utilizzate per la lotta biologica, cioè il controllo delle specie infestanti, senza far ricorso a pesticidi.
  • Molte specie sono una fonte di cibo per gli uccelli, per i pesci, per alcuni mammiferi come i pipistrelli e persino per l’uomo.

Specie in espansione e specie in declino

I rapidi cambiamenti climatici combinati con tutta una serie di altri impatti antropici (uso di pesticidi, perdita di habitat naturali, consumo di suolo) stanno attualmente accelerando il processo di estinzione di molte specie di insetti. Nell’ottobre 2017 un gruppo di ricercatori europei ha scoperto che l’abbondanza di insetti (misurata dalla loro biomassa) era diminuita di oltre il 75% in 63 aree protette in Germania, nel corso di soli 27 anni.

Per esempio, si stima che le popolazioni di farfalle delle praterie europee siano diminuite del 50% tra il 1990 e il 2011. In Europa la popolazione di bombi è calata del 17% e in Nord America addirittura del 46% nel giro di qualche decennio. In Svezia uno studio del 2011 aveva riscontrato che tra i coleotteri mangiatori di legno 32 specie sono in crescita, ma 26 sono in calo e 5-10 specie sono probabilmente già estinte nel Paese. Uno studio (Duchenne et al. 2020), che ha preso in considerazione 2027 specie di insetti europei ha messo in luce come la maggior parte degli insetti impollinatori abbia anticipato il proprio periodo di attività di quasi una settimana in risposta ai cambiamenti climatici; questi cambiamenti hanno probabilmente alterato la distribuzione stagionale dei servizi di impollinazione, diminuendo la sovrapposizione tra impollinatori e periodo di fioritura.

Certamente la varietà degli insetti è tale che alcune specie si adattano e si espandono in presenza di cambiamenti climatici. Altre, costrette a cercare cibo e rifugio in ambienti completamente alterati, invece soccomberanno.

L'aumento delle temperature favorisce molto spesso l'invasione di specie alloctone originarie di paesi caldi. Alcuni esempi registrati recentemente in Italia sono la diffusione del bostrico tipografo nelle Alpi e l'arrivo della formica di fuoco in Sicilia. Spesso le specie di insetti più adattabili e generaliste prendono il sopravvento su quelle con preferenze più ristrette, che tendono a estinguersi o a ridurre drasticamente la loro distribuzione.

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Bostrico tipografo. Credits: Gilles San Martin from Namur, Belgium, CC BY–SA 2.0, da Wikimedia Commons.

Per salvare gli insetti dobbiano tutelare i loro habitat e se salveremo gli insetti salveremo noi stessi, altrimenti arriveremo a vivere una “primavera silenziosa”, come ricorda il famoso libro di Rachel Carson.

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